Indagine sul mistero della Pasqua, quarta parte: vide e credette
In preparazione alla Pasqua, proseguiamo la pubblicazione di alcune video catechesi sulla Passione, Morte e Resurrezione di Gesù.
Queste catechesi sono state realizzate nel 2021 e le proponiamo oggi, in questa Settimana di Pasqua 2025, come percorso di riflessione sull’attendibilità storica dei Vangeli.
Oggi parliamo di cosa colpì così tanto l’evangelista Giovanni che “vide e credette”.
Qui sotto i riferimenti a Don Antonio Persili citato nel video:
Il libro citato, disponibile gratuitamente su Google Books. ( https://books.google.it/books/about/Sulle_tracce_del_cristo_risorto.html?id=W4WYNm1ipM0C&source=kp_author_description&redir_esc=y )
Il profilo Facebook di don Antonio Persili: https://www.facebook.com/donantoniopersili?locale=it_IT
Articolo su “30 Giorni” n. 2 del 2001: https://www.30giorni.it/articoli_id_2651_l1.htm
Presentazione del libro di don Persili fatta da Paolo Marguccio: https://www.youtube.com/watch?v=64UV1Exatwo
Qui l’omelia per le esequie di don Antonio citata nel video: https://parrocchiacarchitti.it/wp-content/uploads/2020/04/Omelia_per_le_Esequie_di_Mons_Antonio_Persili-1.pdf
Qui trovate altre informazioni sugli scritti di don Antonio Persili: https://www.lucesveritatis.it/riflessioni/vide-e-credette/
Riprendiamo, dal testo dell’omelia per le esequie di don Antonio il brano citato verso la fine del video:
“Molti credono che conoscere Dio significhi sapere che Dio è Onnipotente, Onnisciente, Eterno, Immenso, ecc. Nulla di più impreciso! Conoscere Dio non significa conoscere una descrizione di Dio. Infatti, come conoscere la mamma non significa sapere il suo nome, il suo cognome, la sua altezza, il suo peso, il colore dei suoi occhi e dei suoi capelli, ma significa vivere in comunione con lei, amare ed essere amati da lei, fare con lei un’esperienza di vita, che si prolunghi nel tempo e nelle circostanze più varie; così conoscere Dio significa vivere alla sua presenza, fare un’esperienza di vita profonda in comunione con Lui attraverso la preghiera, i Sacramenti, l’amore”.
“E come il bambino non finisce mai di conoscere la mamma, ma ha sempre bisogno di ricorrere a lei, così l’uomo non finisce mai di conoscere Dio ed ha sempre bisogno di ricorrere a Lui nel bene e nel male, nella gioia e nel dolore, perché solo Lui dà un senso a tutte le cose. Noi dovremmo essere come quei bambini che giocano tranquilli e felici, finché vivono vicino alla mamma, ma appena la mamma se ne va, anch’essi abbandonano tutto, anche i giocattoli più belli, per seguire la mamma, dovunque essa vada. La vita è bella, anzi meravigliosa, ma solo quando siamo insieme con Dio. Se ci allontaniamo da Lui, tutto diventa brutto e perde valore … conoscere non è semplicemente sapere, ma è una conoscenza amorosa. Come il bambino scopre e conosce sua madre prima attraverso l’amore e poi attraverso l’intelligenza; così l’uomo deve scoprire Dio prima attraverso l’amore e poi attraverso l’intelligenza”.
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