Fine vita e fine della Vita
Se viene meno il principio di difesa della vita dei malati, dei piccoli, dei deboli, dei fragili, allora non vale più nulla, le basi della nostra società sono tutte, completamente da rivedere. Il livello di una società si giudica da come difende i fragili, questo ci differenzia da chi viveva nelle caverne e sistemava le cose a colpi di clava. Secoli di civiltà, cultura, bellezza (per la gran parte dovuti al cristianesimo) buttati via con un soffio, un colpo di spugna. La vita è indisponibile, punto e basta, vogliamo ribadirlo. Così conclude Costanza Miriano in uno dei suoi ottimi articoli sulle devastanti conseguenze che comporterebbe introdurre nel nostro diritto il suicidio assistito (qui).
A tal proposito, segnaliamo l’ottima conferenza che si è tenuta ad ottobre a Milano dove, nella prima parte viene illustrato – dal punto di vista storico e giuridico – come si sia giunti progressivamente a negare il principio di indisponibilità della vita umana in nome di un’illusoria autodeterminazione e nella seconda – dal punto di vista medico – si tratta del senso e del significato delle cure palliative, secondo gli insegnamenti della sua ideatrice Cecily Saunders.