Martin Lutero di George Bernanos
Non si riforma la Chiesa che soffrendo per essa.
Non si riforma la Chiesa visibile che soffrendo per quella invisibile.
Non si riformano i vizi della Chiesa che prodigando l’esempio delle più eroiche virtù.
La Chiesa non ha bisogno di riformatori, ma di Santi.
Il testo del video (trascrizione automatica):
Martin Lutero era il riformatore nato
era fatto per la gioia la rude gioia del
lavoro operaio del lavoro quotidiano del
fardello caricato sulla spalla o
scaricato con un colpo di reni Sì Lutero
era l’uomo che assomigliava un boccale
di contadino uno di quei boccali di
rozza terraglia color del miele dentro i
quali si spilla dalla botte qualcosa
sidro birra acquavite Ebbene quest’uomo
non ha resistito a lungo lo si è visto
prendere il morso coi denti a guisa di
cavallo da tiro ha messo il suo grosso
piede in un nido di vespe è partito
scalciando goffamente coi suoi quattro
zoccoli ventre a terra e quando si è
fermato non perché ha affaticato
Certamente ma per vedere dove si trovava
riprender fiato annusare le proprie
piaghe la vecchia chiesa era già ben
lontana dietro di lui a una distanza
immensa incalcolabile separata da lui
per tutta l’eternità o rabbia o stupore
o straziante sfortuna ho sempre ritenuto
senza pretendere di forzare nessuno a
crederlo Con me che i grandi eresiarchi
che hanno rovinato la chiesa avrebbero
potuto ugualmente divenirne la gloria
che erano stati scelti selezionati per
un destino straordinario Un’avventura
meravigliosa sono dunque logicamente
portato a ritenere che avevano ricevuto
anche grazie preziosissime che le hanno
dissipate gettate al vento perdute in
Vane dispute ricchezze spirituali
immense incalcolabili che sarebbero
forse bastate da sole a soddisfare per
secoli l’innocente cristianità
Ognuno è perfettamente libero di
immaginare che se quel piccolo giudeo
chiamato Saul non fosse R torato una
sera nella polvere della strada di
Damasco col volto grondante per la
vergogna il rimorso l’amore e le lacrime
egli avrebbe avre condotto a termine la
propria esistenza in qualche oscura
Sinagoga di villaggio Ma si può anche
immaginare che egli avrebbe potuto
essere l’eresiarca degli eresiarchi il
più temibile lui solo di nestorio Ario e
Lutero tutti insieme perché egli era
come quel fuoco che riscalda o divora
purifica o
distrugge Certamente la prova che ha
perduto il monaco di erfurt avrebbe
anche potuto salvarlo essere la sua
rovina o la sua gloria e quando si
leggono certe pagine della sua
corrispondenza si crede di comprendere
che egli non ignorava affatto il dilemma
che dominava la sua vita e più d’ una
volta ahimè almeno ai tempi della
gioventù egli fu tentato di obbedire
alla Dolce voce che parlava al suo cuore
lo spingeva amorosamente a restare umile
umile e docile nell’adempimento del suo
compito come un sassolino nella mano
dell’onnipotente raccolto ieri buttato
domani che diceva quella voce Dio mio È
forse troppo ardire il chiederselo non
importa figlio mio Martino mormorava
senza dubbio Nel silenzio della sua
anima Io ho infuso in te questa amarezza
Stai attento è con me attraverso di me
in me che tu soffri dello Stato
miserando della mia chiesa non prevaler
di questa sofferenza davanti a me altri
che mi amano mille volte più che te che
tu non sia ancora capace di amare non la
provano con la stessa intensità o appena
la la provano ciò che rivolta alla tua
coscienza appare loro solo come un sogno
un cattivo sogno dal quale si distaccano
quando vogliono perché essi vivono in un
altro mondo ma tu io ho segnato
chiaramente il tuo posto in questo mondo
Io T ho fatto di una materia solida e
pesante un uomo carnale io ti scagliero
contro altri uomini così Carnali come tu
sei fatti della stessa materia in modo
che si sentano la forza dei tuoi colpi
Giacché per mezzo tuo se che tu se tu mi
resti Fedele che ho deciso di spezzare
il loro Orgoglio e di vendicare il mio
popolo le cui anime essi pongano
all’incanto ma non sbagliare però frate
Martino questo compito non è il più
grande né il più alto è soltanto
all’altezza delle tue capacità Io ti ho
dato la salute la forza un’eloquente
Esse ti serviranno unicamente a spazzare
svellere sradicare le piante imputridire
O figlio mio Martino ciò che io ti ho
dato è nulla in confronto a ciò che io
riservo per te se non mi sfuggi di mano
Pensa al mio Apostolo Paolo che tu ami
tanto era lui pure un uomo carnale
violento temerario e ragionatore
Ricordati di ciò che ho detto di lui in
un sogno a quella Nania di Damasco il
povero Nania non mostrava molta premura
di andare a trovare Saul era per lui
quasi come gettarsi nella bocca del lupo
Signore io so quali mali egli inflitto
ai vostri Santi e ora Egli ha ricevuto
dal capo dei sacerdoti il potere di
incatenare tutti coloro che invocano il
tuo nome gli risposi Allora va perché
egli è uno strumento che mi sono scelto
e io Gli mostrerò quanto egli dovrà
soffrire per me quanta op porte at eum
pronomi meop Pati pronomi me meop Pati
quando tu leggi questo oggi non pensi
che al Glorioso Martirio di Paolo che
offre la testa al
carnificio credi egli l’ha offerta cuor
leggero non soltanto per compiere la mia
volontà ma perché egli aveva molto
sofferto ed era ben stanco di vivere e
di soffrire vi sono degli uomini frate
Martino ai quali ho concesso di soffrire
tranquillamente senza sussulti come fra
le mani del barbiere Ma Paolo era fatto
per rivoltarsi sotto il pungolo turum
Tibi contr stimul calcitran non ve
pungolo di cui non abbia provato la cume
senza eccettuare quello della carne e
quando gli fu al fine permesso di morire
egli non aveva ormai più la forza di
libell darsi somigliava a uno di quei
vecchi lupi solitari crivellati di colpi
bagnati dal proprio sangue che ogni
nuovo colpo di schidione non possono far
altro che rivolgere verso il ferro uno
sguardo già vitreo ma inflessibile oh
Dopo tanti secoli vi fate voi altro
un’idea ben strana di quella lontana
epoca fin dall’inizio la mia chiesa è
stata ciò che essa ancora è ciò che sarà
fino all’ultimo giorno lo scandalo degli
spiriti forti la delusione degli spiriti
deboli la prova e la consolazione per
Quelle anime interiori che non cercano
che me sì frate Martino chi mi cerca mi
trova ma bisogna trovarmi e io sono
meglio nascosto di quanto si pensi o
certi miei sacerdoti pretendano di farvi
di
credere più difficile ancora da scoprire
che nella piccola stalla di Betlemme per
coloro che non vengono verso di me in
umiltà dietro a Magi e i Pastori perché
è vero che mi hanno costruito dei
palazzi con infinite gallerie e Peris
stili superbamente illuminati di giorno
e di notte popolati di guardi e di
sentinelle ma per trovarmi colà come
nella vecchia strada di Giudea sepolta
nella neve il più scaltro deve ancora
domandarmi solo ciò che gli è necessario
una stella e un cuore puro.
Credits: Foto di Wim van ‘t Einde su Unsplash