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Napoleone, conversazioni sul Cristianesimo

Sabato 11 ottobre alle 18 presso la chiesa di San Carlo al colle di Arona – proprio a fianco del famoso San Carlone – si terrà la prima assoluta di “Napoleone”, una sacra rappresentazione ispirata alle Conversazioni sul cristianesimo di Napoleone Bonaparte (pubblicata dalle Edizioni Studio Domenicano con la prefazione del cardinale Giacomo Biffi), traduzione italiana del volume “Sentiment de Napoléon sur le christianisme . Conversations religieuses” di Robert-Antoine de Beauterne, redatta nel 1840, a meno di 20 anni dalla morte dell’Imperatore.

L’iniziativa, che si deve al sacerdote don Eraldo De Agostini con il supporto dell’Organizzazione di Volontariato Cori della Rocca di Romagnano Sesia, coinvolge professionisti di primo livello: i musicisti Francesco Pasqualotto, Natasha Korsakova e Manrico Padovani; gli attori: Diego Becce e Matteo Bonanni; il soprano Tiziana Ravetti; il regista Andrea Paracchini e Marco Gervasio per la gestione delle luci e dei suoni.

L’opera, che ci restituisce un’immagine molto diversa dall’ambizioso laicista e saccheggiatore che per quindici anni ha tenuto in scacco l’Europa, alterna passaggi di alto valore apologetico a splendidi brani di musica classica, in un percorso che conduce lo spettatore alla scoperta dell’eterna bellezza e verità della fede in Gesù Cristo.

Nelle conversazioni coi generali che lo hanno seguito nell’ultimo esilio a Sant’Elena, in particolare con Bertrand, ateo e anticlericale, Napoleone afferma con forza e difende l’unicità e la superiorità della fede cattolica, rispetto ad ogni altro credo: “Conosco gli uomini e dico che Gesù non era un uomo. Gli spiriti superficiali vedono una somiglianza tra Cristo e i fondatori degli imperi, i conquistatori e le divinità delle altre religioni. Questa somiglianza non c’è tra il Cristianesimo e qualsivoglia altra religione, ma c’è la distanza dell’Infinito”.

Ma la testimonianza più convincente della propria fede, saranno gli ultimi giorni di vita di Napoleone, vissuti con autentico e intenso spirito cristiano, sostenuto e confortato dai Sacramenti della Chiesa Cattolica, tanto da lasciare precise disposizioni in merito: L‘abate Vignali preparerà la mia Camera Ardente, celebrerà la Santa Messa tutti i giorni e continuerà anche dopo la mia morte fino a che non sarò inumato. Appena sarò morto metterà un Crocifisso sul mio cuore e l’Altare dalla parte nella mia testa nella Camera Ardente. Esporrà tutti i giorni il Santissimo Sacramento durante le Quarantore con le preghiere penitenziali e tutte le cerimonie di Rito Cattolico, che terminerà quando sarò sepolto.

In un’epoca, come l’attuale, tanto indifferente di fronte al nostro destino eterno, al punto da ritenere una buona morte il suicidio assistito o l’eutanasia, è importante riscoprire la lezione di quest’anima geniale, che ha saputo vincere l’ultima e più importante di tutte le battaglie.

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