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La preghiera di ripetizione-risonanza

Proseguiamo con la lettura e la sintesi del testo “La preghiera del CUORE” di p. Antonio Gentili. In questo post parliamo della preghiera di ripetizione-risonanza.

Questo tipo di preghiera parte dal principio che più la preghiera viene registrata nel cuore, più cresce il suo effetto di risonanza interiore. Grazie a questo fenomeno, l’orante passa dalla pratica dell’orazione allo stato di orazione.

Questo stato è ben descritto da S. Antonio “Il Grande”, cioè Sant’Antonio Abate, praticamente il fondatore del monachesimo, che ripeteva frequentemente che “la preghiera non è perfetta finché il monaco ha coscienza di sé e sa di pregare”. Di San Francesco d’Assisi, nella sua “Vita seconda”, di Tommaso da Celano, si legge che “non era stato tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli stesso tutto trasformato in preghiera”.

Inoltre, è fondamentale comprendere che i tempi che le parole della preghiera richiedono per essere metabolizzate, per entrare e insediarsi nel nostro animo, sono più lunghi dei tempi delle normali parole umane. Un rimprovero, per esempio, impatta immediatamente sul nostro ego e scatena immediatamente delle reazioni. Lo stesso avviene con una parola di lode. E queste reazioni sono molto forti, molto vivide.

La preghiera, invece, segue tempi molto meno repentini e i suoi effetti non sono così immediati e così facilmente percepibili. Affinché le parole della preghiera agiscano sul nostro ego ci vogliono molto più tempo e molta più “fatica”. Diviene quindi necessario acquisire una “tecnica” che è quella della memorizzazione della preghiera e della sua ripetizione ininterrotta.

Come spiegato benissimo nel meraviglioso libro “I racconti di un pellegrino russo”, quella che sembra una ripetizione meccanica e inutile, diviene invece uno strumento estremamente efficace.

Nella preghiera di ripetizione-risonanza, il fattore “meccanico” diviene il supporto e lo stimolo al richiamo continuo di Dio e al suo ingresso nel nostro quotidiano. La continua ripetizione si comporta come l’ariete, lo strumento medievale usato negli assedi, che, colpo dopo colpo, sgretolava pareti e porte e apriva una breccia. Allo stesso modo, la ripetizione dell’invocazione a Dio, sgretola le barriere del nostro ego e fa entrare Dio nella nostra vita.

Esistono molti modi di pregare con la preghiera di ripetizione-risonanza. Seguendo il testo di don Antonio Gentili “La preghiera del cuore”, possiamo enumerare tre casi:

  • La ripetizione di un’espressione o di una parola della Sacra Scrittura (es. lectio divina)
  • La ripetizione di formule consuete quali il Padre Nostro, l’Ave Maria ecc. (es. il S. Rosario)
  • La Preghiera del Nome di Gesù, detta anche Preghiera del Cuore, che consiste nel ripetere “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me/noi peccatore/i!” e che è esattamente la preghiera di cui parla il succitato libro del Pellegrino Russo. Questa preghiera è ripetutamente citata dal Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 435, 2616, 2666-2668)

Come vedremo fra poco, esiste un modo di recitare il S. Rosario che si rifà alla Preghiera del Cuore ma, prima di entrare in questo dettaglio, vediamo di approfondire ulteriormente quest’ultima.

La Preghiera del Cuore prevede la sincronizzazione del ritmo del respiro con la recita della preghiera e può essere così riassunta: “Siediti in un luogo isolato e, raccogliendo la mente, introducila per via del respiro nel cuore; e fissatala in questo stato di concentrazione, fa’ entrare e uscire dal cuore la preghiera di Gesù con il ritmo del tuo respiro. Ossia, aspirando l’aria, di’ o pensa: Signore Gesù Cristo Figlio di Dio ed espirandola: abbi pietà di me peccatore!

 Non respirare tumultuosamente, perché questo disperde l’attenzione e se affiorano pensieri estranei, non badar loro, fossero anche semplici e buoni e non soltanto vani e impuri. Racchiudendo la mente nel cuore e invocando il Signore Gesù spesso e con pazienza in poco tempo disperderai questi pensieri e li annienterai. Fa’ così finché questa invocazione metterà radici nel tuo cuore e diverrà continua.” (sempre dai “Racconti di un Pellegrino Russo”)

In termini più diretti e discorsivi, la Preghiera del Cuore può essere così sintetizzata: “La preghiera di Gesù è l’invocazione continua e ininterrotta del divino nome di Gesù Cristo con le labbra, con la mente e con il cuore, nella visione mentale della sua presenza costante e nell’invocazione della sua pietà, durante ogni occupazione, in ogni luogo, in ogni tempo, anche nel sonno. Chi si abituerà a questa invocazione, proverà una tale consolazione e un tal bisogno di pronunciare di continuo la preghiera, che non potrà più vivere senza di essa, ed essa spontaneamente fluirà dentro di lui.” (ancora dal “Pellegrino Russo” di cui sopra).

Come anticipato, esiste un modo di recitare il S. Rosario che, se eseguito in maniera corretta, fa corrispondere questa meravigliosa preghiera (di cui parleremo più avanti in maggior dettaglio) alla Preghiera del Cuore.

San Giovanni Paolo II, nella sua lettera apostolica “Rosarium Virginis Mariae”, che dovrebbe essere un must come lettura per qualsiasi cristiano, afferma “5. Ma il motivo più importante per riproporre con forza la pratica del Rosario è il fatto che esso costituisce un mezzo validissimo per favorire tra i fedeli quell’impegno di contemplazione del mistero cristiano che ho proposto nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte come vera e propria ‘pedagogia della santità’: «C’è bisogno di un cristianesimo che si distingua innanzitutto nell’arte della preghiera».(9) Mentre nella cultura contemporanea, pur tra tante contraddizioni, affiora una nuova esigenza di spiritualità, sollecitata anche da influssi di altre religioni, è più che mai urgente che le nostre comunità cristiane diventino «autentiche ‘scuole’ di preghiera».(10)

Il Rosario si pone nella migliore e più collaudata tradizione della contemplazione cristiana. Sviluppatosi in Occidente, esso è preghiera tipicamente meditativa e corrisponde, in qualche modo, alla «preghiera del cuore» o «preghiera di Gesù» germogliata sull’humus dell’Oriente cristiano.”.

Al punto 27, inoltre, continua con “27 […] Lo conferma il fatto che, in Oriente, la più caratteristica preghiera della meditazione cristologica, quella centrata sulle parole: «Gesù, Cristo, Figlio di Dio, Signore, abbi pietà di me peccatore», (34) è tradizionalmente legata al ritmo del respiro, che, mentre favorisce la perseveranza nell’invocazione, assicura quasi una densità fisica al desiderio che Cristo diventi il respiro, l’anima e il ‘tutto’ della vita.

Pregare il S. Rosario come Preghiera del Cuore significa rispettare le condizioni generali descritte nei due brani suddetti tratti dal Pellegrino Russo e concentrando l’attenzione sui due poli attorno a cui esso ruota: il riferimento a Gesù nell’Ave Maria (il frutto del tuo seno Gesù) e il riferimento a noi peccatori bisognosi di misericordia (prega per noi peccatori).

La preghiera di ripetizione-risonanza si basa su nomi o formule divine che vengono dette giaculatorie. Quest’ultimo termine ha un’etimologia piuttosto interessante: essa deriva da jaculum che significa freccia, giavellotto e vuole sottintendere una preghiera che si “lancia” verso Dio, che si scaglia con forza verso il cielo, a raffica, “come un rapido arciere che miri ad un celeste bersaglio”.

Nella preghiera di ripetizione-risonanza, le parole vengono pronunciate lentamente, quasi a fior di labbra, e su di esse si fissa a lungo lo sguardo interiore, come se le loro parole, le loro sillabe e le loro lettere, fossero scolpite davanti ai nostri occhi. In questo modo la preghiera passa dalle labbra, alla mente e poi al cuore, vero luogo di destinazione della preghiera.

Se a queste indicazioni, come già detto, aggiungiamo anche la sincronizzazione con il ritmo del respiro, la nostra preghiera va ad incarnarsi più profondamente ed efficacemente nel nostro essere.

La preghiera di ripetizione-risonanza si dimostra un’efficace protezione contro il rumore mentale, generando una barriera che ci difende dalle interferenze esterne e ci guida in un percorso di incontro con Dio. Con la preghiera di ripetizione-risonanza non eliminiamo i pensieri di disturbo, buoni o cattivi che siano, semplicemente li teniamo fuori del nostro spazio di preghiera, dove potrà emergere un unico pensiero ed un unico sentimento legati a Dio e che rimarrà fortemente attaccato al nostro essere, fondendosi con esso.

Possiamo quindi, come impegno personale, pregare incessantemente con la Preghiera del Cuore oppure recitare il S. Rosario concentrando la nostra attenzione sui due “poli” suddetti.

E ringraziamo Dio (e preghiamolo più spesso) per averci donato tutte queste magnifiche modalità di preghiera.

Credits: Photo by James Coleman on Unsplash

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