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Prima che Venga la Notte

Questa toccante preghiera, scritta da un ufficiale italiano nei campi di prigionia dell’Unione Sovietica, è stata recuperata e trasmessa fino a noi anche grazie al tenente medico Enrico Reginato, che assistette il tenente Italo Stagno negli ultimi momenti della sua vita.

Molti la definiscono poesia. E forse lo è, se la recitiamo senza metterci l’anima. Ma se la recitiamo rivolti direttamente a Dio, allora non sarà più poesia, ma qualcos’altro. E se la recitiamo rivolti a Dio e lasciamo che ciò entri nella nostra vita, anche se per un solo istante, come un nostro momento di abbandono, in totale fiducia, alla volontà di Dio, allora dovremo chiamarla preghiera. E il momento di intimità con Dio del tenente Stagno diverrà un grandissimo dono anche per noi, dono che Dio ci fa attraverso l’altro enorme dono che è stato quello di donarci un siffatto ufficiale.

Prima che venga la notte

Come un viandante sperduto Signore,
Ti ho chiesto un conforto,
e ancora chiedo il tuo aiuto
per il mio ultimo porto.
Sono stanco e occorre che vada
finché la notte non cada.  

Io non conosco riposo,
Io non conosco riparo
Dammi, Signore, la forza
Ed ho perduto ogni cosa
Ho bevuto ogni calice amaro
E il mio amarissimo pianto.
Ho visto in faccia la morte
Che sempre mi segue d’accanto
Con il respiro suo lieve,
Dal giorno in cui sulla neve
Mi ha dato una rosa.
Di sangue.
. . . . . . . . . . . . .
Sono stanco
E occorre che vada,
Che trovi l’ultimo lido
Prima che scenda la notte.
Debbo tentare il ritorno
Finch’è giorno,
Finch’è giorno.
Ascolta questo mio grido:
Dammi, o Signore, la strada!
Almeno una volta vorrei
Tenere fra le mie braccia,
Stretta al mio povero cuore
La piccola bimba che il nome
della Vittoria,  

E dirle, senza parole,
Che sono tornato per lei
E Tu, Signore, che vedi
Tutto il dolore del mondo,
Tu che del cuore profondo,
Conosci tutti i misteri,  

Questa preghiera Tu ascolta
E questa grazia concedi:
Dammi, o Signore, la forza
Di fare gli ultimi passi.  

Fa’ che raggiunga la porta
Dove mi aspetta la sposa
Che ha tutto il pianto
Ne gli occhi,
Tutto lo schianto nel cuore.
Fammi arrivare, Signore,
Sull’uscio della mia casa,
Prima che scenda la notte.

Tenente Italo Stagno deceduto il 24 settembre 1947 nel campo di prigionia 160 di Susdal, Russia europea, Unione Sovietica

Se volete conoscere l’intera storia del tenente Italo Stagno potete vedere la sua scheda su Wikipedia.

Credits: Foto di Josh Boot su Unsplash

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