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Guerre interiori ed esterne

Riprendiamo un brano del libro di Fulton John Sheen “La strada per la felicità. Psicologia e vita cristiana” perché ci sembra molto bello e molto in sintonia con il progetto di Luces Veritatis.

È un’illusione credere che non dovremmo mai trovarci in guerra. La guerra è la legge della vita. Non parliamo qui di guerre tra nazioni, ma di un altro genere di guerra: quella che dobbiamo muovere contro il male. Il Cielo stesso ebbe la sua battaglia in cui San Michele brandì la sua fiammeggiante spada da arcangelo contro i ribelli che lottavano non per la giustizia, ma per il male. La libertà racchiude in sé il tremendo potere di trasformare un angelo in un demonio.

La guerra sembra continuare perfino nella creazione, poiché la Genesi mostra il graduale emergere della luce sulle tenebre e della creazione sul caos. Nell’intero universo è impressa questa legge: «Nessuno riceverà la corona senza aver prima combattuto». Dio scese sulla terra per riaffermare l’importanza della lotta: «Non sono venuto a portare pace, ma una spada» (Mt 10,34).

Ci sono due tipi di spade: l’una brandita verso l’esterno e l’altra rivolta a trafiggere l’interno. La prima colpisce il prossimo, come la spada di Pietro che staccò l’orecchio al servo del gran sacerdote. Era questo tipo di spada che il Maestro comandò di riporre nel fodero. L’altro genere di spada è quella che recide l’egoismo, la lussuria e l’avidità. La prima spada, possesso delle nazioni, crea guerre contro gli altri; la spada spirituale è un segno di guerra contro noi stessi. Quanto meno gli uomini muovono guerra contro il male che alberga nei loro cuori, tanto più porteranno guerra contro il loro prossimo e le nazioni. Più essi combattono contro i propri peccati, meno sentono il bisogno di combattere il nemico esterno. Meno spargiamo il nostro sangue simbolicamente, in maggior misura spargeremo il sangue del prossimo fisicamente. L’ipocrisia delle persone e la lotta civile contro i fratelli si danno la mano e procedono insieme.

Chi non scopre il nemico che ha dentro di sé, lo troverà fuori. Ogni uomo ha una guerra civile in corso nel proprio petto e se non porta avanti questa lotta tra la parte più nobile e meno nobile dell’io, fino alla vittoria finale dello spirito, egli estenderà inevitabilmente tale lotta civile all’esterno. Chi non crocifigge le proprie concupiscenze e libidini, inchioderà altri alla croce. Colui che non prende la sua croce, la caricherà con spregevole ipocrisia sulle spalle del fratello.

Spesso ci chiediamo perché la pace all’interno dei nostri cuori sia così poca. La vera risposta è che non c’è pace nell’intimo, perché non c’è lotta con noi stessi; non siamo in guerra contro di noi, perché neghiamo l’esistenza di un nemico interiore da sconfiggere. Non sarà mai in lotta contro sé stesso chi non ha avuto un solo pensiero sulla bontà e santità di Dio: la sua legge sarà l’interesse egoistico, la sua ispirazione l’amore di sé, il suo fine l’autocompiacimento, il suo dio il proprio io.

Considerate invece lo stesso uomo dopo che ha iniziato, per ispirazione della grazia, a brandire la spada portata dal Maestro. Grazie alla pace interiore, il suo rigido e indomabile io diventa flessibile e dolce; le espressioni dure sono cancellate dai suoi lineamenti. La verità ha preso possesso di lui, gli è penetrata nell’intimo, ha conquistato la sua approvazione, ed è diventata la sua intensa aspirazione.

(Fulton J. Sheen, da “La strada per la felicità: psicologia e vita cristiana” edizioni Mimep)

Articolo tratto dal sito “Amici di Fulton John Sheen”.

Credits: Foto di Ricardo Cruz su Unsplash

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