La scuola cattolica in Italia: è tempo di rimboccarsi le maniche
In questo post presentiamo il recente libro “La Scuola Cattolica in Italia: 1993-2025. Storia, dati e prospettive strategiche” di Luca Lezzerini | ISBN 13: 979-8196794117 e le considerazioni che scaturiscono dal suo contenuto.
I dati, prima di tutto
Trent’anni di scuola cattolica in Italia, ricostruiti con rigore. Dal 1993 al 2025, il sistema ha perso quasi 2.000 scuole e oltre 236.000 alunni rispetto al picco del 2010-11. Il finanziamento pubblico copre oggi appena il 12-14% del costo standard per alunno, contro il 75-90% della Francia, della Norvegia e della Germania, e il 100% di Paesi Bassi e Belgio.
Questi numeri non sono una sentenza: sono una chiamata all’azione.
Il volume di Luca Lezzerini non è un manifesto identitario né un lamento. È uno strumento di lavoro data-driven, costruito su fonti primarie ufficiali — CSSC, MIM, INVALSI, Normattiva, Eurydice — che ricostruisce storia, cause strutturali e trasformazioni del sistema educativo cattolico italiano, e propone 17 raccomandazioni strategiche organizzate in sette assi di intervento, scenari al 2035 e un’agenda operativa per il quinquennio 2026-2030.
Non un declino, ma una trasformazione
Quello che i dati mostrano non è semplicemente un sistema in crisi: è un sistema che si sta trasformando. La domanda di educazione cattolica non è scomparsa — si sta spostando verso forme nuove, prima tra tutte l’istruzione parentale, cresciuta da circa 5.000 studenti nel 2017-18 a oltre 16.800 nel 2023-24. Le scuole si svuotano prima di chiudere, il calo degli alunni precede sistematicamente quello delle strutture.
Capire questa trasformazione è il primo passo per governarla. Ed è esattamente quello che questo libro aiuta a fare: non nascondere le difficoltà, ma inscriverle in una prospettiva di analisi rigorosa che consenta scelte strategiche consapevoli.
La postfazione: un cantiere aperto
Al termine dell’analisi, Luca Lezzerini non chiude il discorso. Lo apre.
“Questo libro non nasce per mettere un punto, ma per aprire un cantiere.”
La postfazione è il cuore pulsante del volume. L’autore propone un confronto serio, appassionato e leale tra tutti gli attori del sistema — Chiesa, istituzioni, famiglie, mondo della ricerca — perché la scuola cattolica ritrovi il coraggio di decisioni strutturali, non di semplici aggiustamenti.
La proposta non è quella di chi ha la soluzione in tasca. È quella di chi chiede un’accelerazione del coordinamento: più stretto, più concreto, più operativo tra persone, istituzioni e carismi che già oggi, spesso in modo frammentato, lavorano per la scuola cattolica.
Le radici spirituali: dove tutto ricomincia
Ma il cantiere non è solo organizzativo o finanziario. C’è una sorgente da cui ogni autentica educazione cattolica non può prescindere: la vita di fede, la preghiera, i sacramenti vissuti con verità.
Senza questa radice spirituale, qualunque educatore — docente, istruttore, formatore — rischia di ridursi a semplice trasmettitore di contenuti, privi di quella forza interiore che sola può toccare il cuore e la libertà dei ragazzi. È dalla fede, dalla speranza e dalla carità vissute concretamente che l’educatore trae la linfa vitale che lo rende apostolo nella scuola: non un funzionario della cultura, ma un testimone di un senso, di una presenza, di un destino buono per ogni persona.
La storia della Chiesa è piena di santi che hanno fatto dell’educazione il cuore del loro apostolato — spesso nati in contesti difficili, coniugando identità cristiana, qualità culturali e attenzione ai più fragili. Quel patrimonio immenso di intuizioni pedagogiche e modelli di scuola non va semplicemente elencato: va analizzato, ripensato e rilanciato di fronte alle sfide del presente.
La vera riforma della scuola cattolica, ci dice l’autore, non può limitarsi a nuove strutture, progetti o documenti: ha bisogno di educatori rinnovati dentro, nutriti dalla Grazia, capaci di unire professionalità e vita spirituale, competenza didattica e sguardo di fede. Solo così la scuola cattolica potrà tornare a essere un luogo in cui i giovani incontrano non solo nozioni, ma una proposta di vita piena.
Per chi è questo libro — e cosa puoi fare tu
Il volume si rivolge a dirigenti scolastici, gestori, responsabili diocesani, associazioni di categoria e ricercatori. Ma nella sintesi finale l’autore parla anche a ciascuno di noi, con indicazioni concrete e distinte: cosa può fare il docente, il gestore, il decisore politico, la famiglia, il ricercatore.
Perché il cambiamento sistemico si costruisce attraverso l’azione coordinata di molti soggetti diversi. E i numeri non decidono al posto degli uomini e delle donne che li interpretano — ma impongono la responsabilità di scegliere consapevolmente.
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