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Dall’eremo di San Salvatore

Nel silenzio dei boschi, in una radura affacciata su uno scorcio lacustre che è splendida sintesi tra la meraviglia dell’opera creativa del Padre celeste e la laboriosa attività dell’uomo sempre in bilico tra la Sua immagine e la tentazione della ribellione, inerpicato tra le pendici dei monti del triangolo lariano, ecco l’Eremo di San Salvatore, una volta vivo monastero benedettino, ora luogo di ritiro e di intensa spiritualità, favoriti dal silenzio, dall’invito alla preghiera, dalla meditazione della Scrittura, dalla contemplazione della natura, oggi nel rigoglio di una primavera abbeverata da pioggia benefica.

Siamo qui, chiamati dall’invito di Don Diego e mossi dal desiderio di conoscere altri, come noi alla ricerca delle proprie radici di vita.

Qui troviamo fratelli assetati di Dio, accorsi ad attingere alla Fonte dell’acqua viva, e troviamo un Sacerdote che proprio in questi luoghi ha sentito la Voce di Colui che “è, che era e che viene”, che lo chiamava in modo speciale, che lo attirava a Sé, che lo inviava ad essere “pescatore di uomini”. Qui, allora, ha accolto la chiamata, ha creduto alla promessa, si è lasciato trasfigurare dal Suo sguardo e, ancora oggi, non ha dimenticato la potenza di quell’Amore che “muove il sole e l’altre stelle”.

Tra le fredde mura della cappella don Diego ha permesso ai nostri cuori di venire infiammati dal calore della Parola, e abbiamo sentito forte la potenza di quei “segni” che hanno consentito ad altri, prima di noi, di “vedere” e di “credere”: abbiamo ricordato le nozze di Cana, vivificate dall’intercessione di Colei che ci è stata donata quale Madre sollecita e amorosa, abbiamo rievocato la resurrezione della figlia di Giairo e la resurrezione del figlio della vedova di Nain, abbiamo rivissuto, passo dopo passo, la resurrezione di Lazzaro, di quattro giorni nel sepolcro, dall’inspiegabile indugiare iniziale di Gesù, al suo profondo turbamento di fronte alle lacrime di Maria, fino allo scoppiare in pianto davanti al sepolcro chiuso; abbiamo meditato sul duplice valore di quei segni, capaci di aprire alla fede gli animi assetati di Verità e di far chiudere i cuori in chi ha scelto la ribellione della negazione del Vero.

Vivificati e santificati dal Corpo e dal Sangue del Signore, ci siamo aperti alla conoscenza reciproca, condividendo, nella convivialità, cibo ed esperienze di questi ultimi tre anni.

Ancora una volta, con questi nuovi amici, abbiamo ricevuto conferma della realtà in atto: come l’apertura delle acque del Mar Rosso ha salvato il popolo di Dio e travolto cavalli e cavalieri egiziani, questi nuovi tempi sono stati spartiacque tra Vero e Menzogna, tra libertà e schiavitù, tra risveglio e ipnosi, tra luce e tenebre, tra Fede e superstizione… a nessuno è stato permesso di non schierarsi. Questi nuovi tempi hanno visto sciogliersi, come neve al sole, amicizie di una vita, legami familiari, certezze di fede.

Cosa è accaduto? Questa la domanda comune, nella comunione di scelte e di meta.

E la risposta, frutto di continua ricerca, è inesorabilmente la medesima: è accaduto che la nostra società, che era stata cristiana, che era vissuta sotto lo sguardo di Dio, da Lui si è allontanata, al Suo sguardo si è sottratta, ha perduto la fede.

Ancora oggi, come allora, lo spartiacque è Lui, la misura di tutte le cose è Lui: è Lui la meta, è Lui il principio e il Fine ultimo, è Lui l’unica vera fonte di salvezza, è Lui Verità incontestabile, Vita autentica e sola degna di essere vissuta e Via maestra per la salvezza.

A questa consapevolezza comune ci porta l’esperienza di questi tre anni e la consapevolezza si fa proposta, condivisione di un’idea, visione e trasmissione di un progetto.

Tra le tante proposte creativamente e generosamente nate nel tentativo di indicare una strada, di indirizzare il dissenso, di raccogliere la resistenza al male, Luces Veritatis vuol essere quel collettore delle forze cattoliche – forze che, ancorate alla Fede, hanno resistito ai soprusi di questi tre anni – che raccoglie in una rete di comunità locali, tutti coloro che si riconoscono nella fede e nella visione di un mondo che deve tornare ad avere al suo centro Cristo.

Questa rete si fonda su tre pilastri fondamentali, al tempo stesso virtù teologali e doni della nostra appartenenza a Cristo: fede, speranza e carità. Lungo questi tre assi si dipana la vita, il pensiero e l’azione delle comunità stesse che, nella rete, accolgono anche comunità che non hanno come loro amalgama la fede, ma che con Luces Veritatis condividono i principi inderogabili contenuti nel codice etico e vogliono contribuire alla realizzazione di specifici progetti finalizzati alla realizzazione di una società più giusta e solidale.

Grazie a Don Diego per l’invito rivoltoci e per l’opportunità offertaci di condividere il nostro progetto con questo gruppo di nuovi amici tanto vicini a noi, partecipando ad una parte del loro percorso di oggi. Grazie per la Santa Messa che ha celebrato per e con tutti noi e per gli spunti di riflessione che ci ha lasciato.

E grazie al Signore nostro Dio per aver fatto nascere dalla sofferenza di questi tre anni un humus ricco di forze e di fermenti dai quali speriamo di poter contribuire, guidati dalla Sua Grazia, alla rinascita di una società nuovamente e veramente cristiana.

Teresa Palazzolo

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