Guardare il mondo con gli occhi di Cristo

A ridosso della pubblicazione dell’ultimo post (per ora!) sulla santità, ci giunge una riflessione di una donna che ci segue da qualche mese e che ha pensato fosse utile riportare la propria esperienza trattando un tema molto delicato quanto importante: la testimonianza della propria esperienza di santità. Siamo spesso portati a non raccontare le nostre esperienze di santitficazione personale, a volte per modestia, oppure per una sorta di “vergogna”. Ma è proprio nel racconto delle nostre esperienze personali di santificazione quotidiana che possiamo edificare gli altri. Ci soffermiamo un attimo su questo termine, edificare, perché è perfetto in questo caso. Con il racconto, umile, sincero e completo delle nostre esperienze di santità aiutiamo gli altri a costruire la loro santità.

Lasciamo ora la parola a Chiara, con la sua riflessione, potente quanto semplice, nella quale molti di noi si riconosceranno.

La prima volta che qualcuno mi chiese di fare una testimonianza spirituale fu un sacerdote, ora nei cieli ed in odore di santità.

Mi chiamò all’improvviso, in mezzo a tantissima gente. Io dapprima cercai di fare resistenza perché non me la sentivo di parlare poi, alzando il suo tono di voce, quasi mi ordinò di andare e di non preoccuparmi, lo Spirito Santo mi avrebbe aiutato.

Pensai “qua sono tutti un po’ matti”.

E cominciai.

Dissi… che il Signore ci vuole tutti santi e che la santità appartiene ad ognuno di noi, basta solo aprire il cuore a Cristo! Miti e umili di cuore, nel senso che bisogna essere semplici, molto umili e chiedere il suo aiuto nel modo più spontaneo possibile.

I miracoli, è vero, Dio li fa attraverso i Santi, quelli con la maiuscola, ma noi non siamo da meno, basta a volte una semplice ed umile preghiera e Dio agirà.

Mi accorsi al termine della   breve testimonianza che era stato proprio Lui, lo Spirito Santo, che mi aveva guidato, perché quei ragionamenti e quelle parole sembravano non miei!

Da allora son trascorsi un bel po’ di anni, le sofferenze sono aumentate, sofferenze fatte di abusi, mortificazioni, denigrazioni di ogni genere da parte di quelle persone che avrebbero dovuto amarmi e proteggermi, ma la mia fede no, quella non ha ceduto!  Anzi, credo che si sia rafforzata!!

Rafforzata perché non ho odio o rancore verso coloro che mi hanno volutamente provocato sofferenza, in quanto prego spontaneamente per loro, e se devo aiutarli lo faccio volentieri non aspettandomi alcuna ricompensa.

In questi anni ho approfondito lo studio della Divina Misericordia di suor Maria Faustina Kovalska e sovente mi è venuta in mente quella testimonianza che feci sulla santità.

Oggi, dopo tanti anni, posso pensare che la santità sia “guardare con gli occhi di Cristo e agire con un cuore misericordioso”, in modo particolare nei confronti di quelle persone la cui natura e i cui comportamenti mi dovrebbero causare repulsione.

Non è per niente facile ma, se ci si abbandona alla volontà di Dio, fa tutto Lui.

Chiara

Credits: Photo by christian buehner on Unsplash

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