Il nostro pensiero e la nostra azione, in un totale abbandono

Come la Parabola del Seminatore

Il buon seme è la Parola di Dio, che è Verità, ma noi non siamo i seminatori, se non in piccola parte: i primi seminatori sono i Sacerdoti, in quanto Ministri di Dio. Noi lo siamo in minima parte: allora qual è il nostro compito? Rendere buono il terreno non buono.

Come riuscire in questo? A noi è il compito, attraverso le parole, i comportamenti, l’esempio di vita vissuta, di togliere le spine, i rovi, le erbacce soffocanti dal campo; dissodare il terreno, eliminando le pietre che lo rendono sterile; concimare il terreno perché diventi migliore, perché diventi fecondo.

Come possiamo fare concretamente?

Conformandoci completamente a Cristo attraverso la preghiera profonda, fatta col cuore, attraverso i Sacramenti che ci donano la Sua Grazia, attraverso l’offerta costante della nostra vita a Lui: delle nostre azioni, dei nostri pensieri, delle nostre parole, delle nostre fatiche, delle nostre vittorie, delle nostre sconfitte…

Servi inutili

In tutta la nostra azione e la nostra attività, dobbiamo avere la consapevolezza di essere e di agire come servi inutili: strumenti nelle mani di Dio per compiere la sua volontà, non per cercare la nostra gloria o il nostro successo personale.

Un totale abbandono

Oggi viviamo come se fossimo su una barca e stessimo navigando sempre più in prossimità di una cascata: per quanto ci sforziamo di remare in direzione contraria, la forza della corrente è ormai troppo irresistibile; si avvicina il salto e non abbiamo possibilità umane per evitarlo. Occorre allora tenersi pronti con tutte le forze umane e soprattutto spirituali; la nostra azione deve essere la preghiera, a cui ci dobbiamo abbandonare totalmente.

Le figure di riferimento di questa azione sono i sacerdoti di grande fede, ispirati ancora dalla forza del messaggio Evangelico e che non si sono adagiati alle tentazioni di questo mondo e al pensiero unico da esso continuamente martellato ad una voce attraverso tutte le componenti pubbliche, sociali e religiose, ma sono anche tutti gli uomini di buona volontà che vogliano ricostruire una Civiltà cristiana. Noi, come cristiani, dobbiamo ricordare ogni giorno che siamo nel mondo, ma non siamo del mondo, e questo è il messaggio che Luces Veritatis vuole trasmettere a tutti coloro che avremo la Grazia di incontrare lungo questo cammino.

Domenico Romaniello

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